“Nel corso degli ultimi anni, a fronte di una notevole diffusione di buone pratiche di sostenibilità ambientale da parte delle Amministrazioni locali, non si assiste però a un movimento forte, in grado di produrre trasformazioni significative di larga scala.
Le ragioni di tale difficoltà sono molteplici, alcune vanno individuate nella solitudine, che a volte diventa vero e proprio isolamento, in cui, per i motivi più diversi, si trovano gli Amministratori locali.

In questo contesto, la crisi e la mancanza di risorse economiche per i Comuni, si sono rivelate opportunità ai sensi della sostenibilità ambientale, perché ci hanno offerto la possibilità di riflettere in modo più strutturato con gli Enti locali nella direzione di reperire risorse attraverso una maggiore efficienza del proprio lavoro, risparmi energetici nella gestione degli impianti e delle strutture pubbliche, risparmi ricavati dalla riduzione e dal riutilizzo dei rifiuti, proventi ricavati dalla produzione di energie da fonti rinnovabili. In questo quadro, abbiamo potuto affrontare con maggiore serenità anche la questione del consumo di suolo e dell’uso degli oneri di urbanizzazione per spese correnti.

Altre potenti opportunità venivano offerte da una riflessione collettiva e diffusa che si stava diffondendo tra i cittadini circa la necessità di praticare stili di vita virtuosi, in armonia con la Terra e le sue necessità, per evitare sprechi, danni, devastazioni ambientali, problemi idrogeologici, e far fronte ai danni e ai disequilibri provocati dall’uso di energie fossili con la produzione di energie provenienti da fonti rinnovabili. Altre risorse locali che si orientavano in questa direzione erano le imprese, disposte a collaborare con le Amministrazioni pubbliche nella gestione di edifici impianti secondo esigenze e percorsi nuovi.

E’ in questo panorama, e con la volontà di contribuire a costruire un fronte di “Amministratori delle buone pratiche” che intendiamo rafforzare chi le buone pratiche già le realizza, offrendogli la possibilità di inserirsi in un circuito virtuoso, in ambiti più ampi del territorio dei singoli Comuni. Nello stesso tempo intendiamo stimolare chi non ha ancora affrontato realizzazioni concrete, proponendo una serie di iniziative rivolte ai Comuni per invitarli ad azioni virtuose.”

Angela Fioroni – Legautonomie Lombardia
Piero Magri – Terre di Mezzo

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